2020 INTERVISTA di Rita Mascialino all’Artista GIUSEPPINA LESA

A causa del Coronavirus le INTERVISTE, programmate in presenza con video su YouTube in seno al ‘PREMIO FRANZ KAFKA ITALIA ®’ , sono diventate Interviste scritte, senza lo scambio di idee che ci sarebbe stato in presenza, ma aventi comunque al centro l’Artista con il suo mondo di idee.

Intervista di Rita Mascialino all’Artista Giuseppina Lesa.

Immagine dell’Artista friulana GIUSEPPINA LESA

 

 

 

 

 

 

 

Di seguito le domande di Rita Mascialino all’Artista friulana  Giuseppina Lesa, vincitrice del ‘Premio Franz Kafka Italia ®’ alla Cultura X Ed. 2020, e le risposte dell’Artista.

 

 

 

 

 

 

 

Homo, tela dell’Artista friulana Giuseppina Lesa.

 

1.Domanda di Rita Mascialino:

Lei è una pittrice dal forte impatto simbolico e un’esperta artista anche nell’ambito della complessa arte della calcografia, artista che ha trovato numerosissimi riconoscimenti di livello nazionale e internazionale. Si apprende dal suo imponente curriculum artistico che si è diplomata presso celebri Scuole quali tra l’altro la  Scuola di Arti e mestieri Giovanni da Udine, l’Accademia Raffaello di Urbino e la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia, anche presso la Scuola Mosaicisti di Spilimbergo famosa in tutto il mondo. Che cosa l’ha spinta ad approfondire le tecniche artistiche sotto varie angolazioni?

1.Risposta dell’Artista Giuseppina Lesa:

Il  lavoro nell’ambito dell’Arte si può riassumere in una parola: RICERCA. Il calice dell’Arte non è mai abbastanza profondo per dissetare gli artistI. Da piccolina usavo i pastelli; sono cresciuta quindi con il colore. Quando mi sono iscritta alla storica Scuola “Giovanni da Udine” all’indirizzo pittura, i posti erano esauriti. La Vita mi ha proposto quindi un’alternativa: l’incisione calcografica, ed è stato amore a prima vista. Più tardi ho sentito l’esigenza di sperimentare il mio lavoro anche nel tutto tondo, nella piccola scultura in legno, gesso e terracotta e nell’arte del mosaico. Per darle un’idea dell’impegnativo lavoro di un artista, ho iniziato quattro anni fa lo studio di una tecnica molto antica: l’encausto. Dopo diverse prove anche fallimentari, sono giunta a realizzare piccoli encausti con cere e terre su supporti lignei. Quando lavoro cerco di esprimere il pensiero con la tecnica che mi sembra più congeniale per condividerlo al meglio. Alcune volte ho espresso in tempi differiti lo stesso concetto con tecniche diverse. Per concludere, più strumenti so suonare, meglio compongo la musica!

 

 

 

 

 

 

 

Aspectus, tela dell’Artista friulana Giuseppina Lesa.

 

2.Domanda di Rita Mascialino:

Quali differenze espressive realizza nella pittura e nell’arte dell’incisione di cui per altro sono io stessa un’ammiratrice e un’estimatrice convinta?

2.Risposta dell’Artista Giuseppina Lesa:

Nell’ambito dell’incisione calcografica ho iniziato alla fine degli anni ’80 la realizzazione di stampe colorate che implicano più matrici stampate sullo stesso foglio e sono senz’altro più complesse se paragonate a quelle a un colore. Via via però sono approdata al nero e al nero vellutato che meglio di ogni colore esprime i significati. Ho sempre adorato il segno, il gesto della mano, la lastra in acquaforte o puntasecca.  Il colore è un’altra cosa. Il cervello stesso quando pensa a comporre un pezzo in pittura, si dispone in modo diverso da quando lo pensa in incisione. Ho sempre usato colori tonali realizzati a tavolozza, per cui non li ho mai finalizzati realmente ad un effetto per stupire o scioccare. Penso che l’Incisione come la Poesia siano per pochi, poiché entrambi implicano lo sforzo di penetrarli, di andare oltre il segno che vedi e la parola che leggi. Non puoi bearti come puoi fare col colore e fermarti alla superficie del lavoro.

 

 

 

 

 

 

 

Auxilium, opera dell’Artista friulana Giuseppina Lesa.

 

3.Domanda di Rita Mascialino:

Può dare una breve sintesi della Sua attività nella Scuola ‘La Punta’ da Lei fondata e diretta?

3.Risposta dell’Artista Giuseppina Lesa:

“La Punta”,  così ho chiamato il mio laboratorio/stamperia nato dopo la Scuola di Urbino perché è lo strumento che l’incisore usa per incidere la lastra. Era il 1990. Acquistai il torchio, un originale Lazzarini, con lo scopo di stampare i miei lavori e quelli di altri artisti creando così momenti di confronto e scambio. Molti di loro mi chiesero di imparare o di approfondire le tecniche incisorie, così sono iniziati gli incontri in laboratorio non solo per l’incisione, ma anche per il disegno e la pittura. Purtroppo da qualche anno, alcuni hanno venduto i loro torchi, forse non comprendendo fino in fondo il fascino di questo mezzo espressivo. Continuo a far conoscere nelle scuole e nelle associazioni questa tecnica complessa ignorata dai più. I ragazzi ne sono entusiasti poiché l’arte incisoria implica anche una capacità artigianale nella preparazione della lastra e nella stampa finale; in questo modo quindi, si mettono alla prova.

 

 

 

 

 

Ille, opera dell’Artista friulana Giuseppina Lesa

 

4.Domanda di Rita Mascialino:

Lei si dedica anche quale docente Educatrice al sostegno di giovani svantaggiati utilizzando l’ambito del disegno e della pittura per il loro recupero. Che funzione ha l’arte nel recupero della personalità di questi giovani?

4.Risposta dell’Artista Giuseppina Lesa:

L’Arte ha di per sé una funzione sanificatrice dell’animo umano. Di fronte ad un lavoro artistico sempre qualcosa si muove dentro; lo stesso è per chi lo realizza. Il colore, il segno sono indicatori di stati d’animo che comunque, a mio parere, è bene far uscir fuori, tanto più in una situazione di disagio! Quest’anno sono 26 anni che lavoro insieme a ragazzi problematici o diversamente abili, ma da diversi anni non lavoro più nella scuola primaria, ambito privilegiato per l’uso di strumenti creativi. Alla scuola secondaria di primo grado l’approccio creativo diventa più difficile e in quella di secondo grado è quasi impossibile. Il ruolo dell’educatore volge soprattutto a sviluppare l’autonomia del ragazzo, la sua autostima, la sua relazione con i pari; certo l’espressione artistica aiuterebbe molto, ma i margini di un lavoro libero nella scuola superiore sono minimi: le ore spezzate, la campanella che suona…

 

 

 

 

 

 

 

Infantia, opera dell’Artista friulana Giuseppina Lesa.

 

5.Domanda di Rita Mascialino:

Quali sono i Suoi progetti artistici per il futuro?

5.Risposta dell’Artista Giuseppina Lesa:

L’ambito artistico è un ambito libero. Ho viva in me la sensazione del tempo che passa, ma nel medesimo momento non voglio fare le cose a tutti i costi. Il mio lavoro si rivolge alla condizione umana e in un tempo di tragicità come questo che stiamo vivendo, sono indotta maggiormente al silenzio. Riguardo a questa tematica durante la chiusura delle scuole, nella solitudine del mio laboratorio, ho realizzato una serie di 22 puntesecche su plexiglass. Viste le restrizioni anti contagio soprattutto nei luoghi chiusi, ho ritenuto per quest’anno di annullare esposizioni e presentazioni in programma, che mi avrebbero costretto a contingentare coloro che mi seguono da anni; o peggio, avrei dovuto informarli freddamente della possibilità di visionare i lavori in un determinato luogo, senza poterli presentare. Quindi senza fretta, i progetti ci sono e verranno senz’altro realizzati con la gioia degli abbracci ritrovati.

 

Termina qui l’Intervista di Rita Mascialino  all’Artista GIUSEPPINA LESA.

 

 

 

 

 

 

 

Con il ringraziamento a GIUSEPPINA LESA da parte del ‘PREMIO FRANZ KAFKA ITALIA®’ e del Comitato del ‘Secondo Umanesimo Italiano ®’!

______________________________________________________________________________________________________________________________________________

WordPress SEO fine-tune by Meta SEO Pack from Poradnik Webmastera