2021 RASSEGNA ‘PREMIO FRANZ KAFKA ITALIA ®’ XII ED. DISEGNO ARTISTICO

 

 

 

 

                COMITATO DEL SECONDO UMANESIMO ITALIANO ®

PREMIO FRANZ KAFKA ITALIA ®

per il DISEGNO ARTISTICO

XII Edizione 2021

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In continuità con la prassi adottata in seno al ‘PREMIO FRANZ KAFKA ITALIA ®’ a partire dall’anno della Sua fondazione 2011 non vengono pubblicati dal Comitato sul sito www.franzkafkaitalia.it, né altrove, i Diplomi e le Motivazioni, lasciando così ai singoli Vincitori la decisione in merito.

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Documentazione online e cartacea edita da

CASA EDITRICE CLEUP UNIVERSITÀ DI PADOVA

Impaginazione MARTA FERRO

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XII EDIZIONE 2021 ONLINE 

Vista la circostanza troppo incerta relativamente alle regole per fronteggiare la pandemia causata dal Coronavirus e viste le più recenti disposizioni e difficoltà relative al possesso obbligatorio o meno di Green Pass, la situazione generale suggerisce di evitare celebrazioni in presenza. 

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Rassegna della XII Edizione 2021 online del ‘Premio Franz Kafka Italia ®’ per il Disegno Artistico.

ARTISTA ESCLUSIVA DEL ‘PREMIO FRANZ KAFKA ITALIA ®’ XII ED. 2021 MARILENA MESAGLIO

Disegnatrice Digitale con Mouse, Scrittrice di saggi spirituali, Udine UD.

Opera conferita dall’Artista: Stampa Dono della Luce.

 

 

 

 

 

 

 

 

Rita Mascialino, (2021) Marilena Mesaglio: “Dono della Luce”. Tecnica: Esecuzione Digitale con Mouse: Assegnazione al Premio Franz Kafka Italia ® per il Disegno Artistico XII Ed. 2021: Recensione.

“Il disegno digitale Dono della Luce (assegnato al ‘Premio Franz Kafka Italia ®’ per il Disegno Artistico XII Ed. 2021), composto con il mouse come è nella specialità tecnica di Marilena Mesaglio, rinomata artista e scrittrice di saggi sulla spiritualità, si staglia sullo sfondo dei colori di cui si compone e in cui si scompone la luce nella sua opulenza cromatica. Sostengono i petali del fiore, del dono che riporta le medesime cromie del contesto in cui si situa, altri petali gialli più grandi, aventi la spazialità di un grande nastro che formi e chiuda una scatola contenente al suo centro il regalo del fiore composto dei colori della luce, nastro confezionato esso stesso dai raggi della luce dorata, come dal contesto in cui si situa il disegno. Il messaggio insito nell’opera riguarda la luce non solo in sé in quanto concreta protettrice della vita, ma anche, in senso esteso e connaturato alla simbologia degli umani relativa alla luce, in quanto metafora morale e spirituale di ciò che di bello e di buono può conseguire l’uomo nella sua vita terrena. Il messaggio della Mesaglio tuttavia non si ferma alla citata profondità, bensì prosegue ancora: il dono della luce d’oro giunge dall’infinito cosmico, luce e infinito che nella metafora mistica di varie tradizioni religiose sono attributi peculiari del divino. In ciò consiste lo speciale dono nel contesto del disegno: non solo la luce e i colori per la vita terrena sul piano morale e materiale, ma un dono del divino e dell’infinito che in quanto tali sono connessi all’eterno, un dono quale meta gloriosa ultraterrena – gloriosa quale vero e proprio trionfo dei colori – intrinseca alla stessa vita terrena come sua finalità ultima, questo secondo quanto comunica la semantica del testo artistico della Mesaglio.

Perfetta la realizzazione tecnica di quest’opera di arte spirituale nella definizione e distribuzione in sintonia reciproca dei colori, delle forme, nello slancio dinamico impresso al dono come fiore che nel suo metafisico e finalistico viaggio verso la Terra pare essere trasportato dall’arioso vento cosmico del più fulgido cielo simbolico, in una compenetrazione di immanente e trascendente, di umano e divino creata sul piano estetico dell’arte di Marilena Mesaglio nel suo disegno Dono della Luce.”

                                                                                                                                                                Rita Mascialino

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In onore e memoria di

FRANZ KAFKA

(Praga 1883 – Kierling Vienna 1924)

Il più grande scrittore di tutti i tempi

Uomo di straordinaria intelligenza

Uomo di rara nobiltà d’animo e bontà

A introduzione della Celebrazione del ‘Premio Franz Kafka Italia ®’ una nota psicologica relativa a FRANZ KAFKA:

«Negli anni in cui lavorò presso la  ‘Arbeiter-Unfall-Versicherungsanstalt’ di Praga, Istituto di Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, si impegnò molto attivamente per coloro che subivano incidenti sul lavoro ponendosi spesso e senza indugi contro gli  interessi della società assicuratrice, i cui capi lo promossero comunque dopo breve tempo dalla sua assunzione a ispettore del lavoro date le capacità e l’efficienza che dimostrava nello svolgimento delle sue diverse mansioni. Ma Kafka non era solo intelligentissimo, era anche dotato di profonda umanità, così che tutti coloro che avevano la buona sorte di conoscerlo gli si facevano amici per sempre. Perché Franz Kafka dal grande e complesso mondo interiore aveva un cuore semplice» (Rita Mascialino)

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VINCITORI XII ED. 2021

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‘PREMIO FRANZ KAFKA ITALIA ®’ per il DISEGNO ARTISTICO XII Edizione 2021

A CARLA ASQUINI (Udine UD) è stato conferito il

PRIMO ‘PREMIO FRANZ KAFKA ITALIA ®’ per il DISEGNO ARTISTICO XII Edizione 2021

Campanule

Tecnica: Esecuzione a matita sepia acquarellata in diverse sfumature

Dicembre 2021

Comitato del ‘Secondo Umanesimo Italiano ®’ | Udine UD

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rita Mascialino, (2021) Carla Asquini: “Campanule”. Primo ‘Premio Franz Kafka Italia ®’ per il Disegno Artistico XII Edizione 2021. Tecnica: esecuzione a Matita Sepia acquarellata in diverse tonalità: Recensione.

Campanule (Primo ‘Premio Franz Kafka Italia ®’ per il Disegno Artistico XII Edizione 2021) offre una ricercata rappresentazione sul piano estetico relativo al soggetto preferito dall’Artista Carla Asquini, quello che più peculiarmente la connota a livello nazionale e internazionale: i fiori.  Nel disegno sono campanule dai finissimi petali creati in un leggiadro stile impressionista agganciato ad un realismo fatto di spazialità figurative e nel contempo profondamente simboliche. L’arte, creatrice di mondi semantici su vari livelli estetici, contiene nella ricca produzione floreale della Asquini rilevanti messaggi. In quest’opera viene ad espressione in primo piano l’importante dimensione inerente al rapporto uomo-donna come nel principale, non affatto unico, Leitmotiv dell’Artista, rapporto che nel suo scheletro semantico si realizza attraverso la collocazione particolare dell’ape ai fiori e. Le campanule, vestite di un impalpabile ed elegante abito sepia, si rivelano metafora del femminile nelle sue più peculiari coordinate di bellezza e raffinatezza, levità e innocuità, dolcezza e bontà come nel prezioso nettare implicitamente celato nel cuore del fiore. L’ape, che sta più in basso lateralmente a sinistra della composizione, esprime, nel contesto globale della semantica dell’immagine, la significativa presenza di un maschile che, comparato alla grazia e soavità del più esile femminile, risulta sì molto più forte di quest’ultimo, ma visibilmente rozzo – una campanula, nella metafora, sembra guardare spaventata verso il luogo dove ha un sentore di pericolo. Da un lato, nella metafora, fini corolle che proteggono quasi pudicamente e con timore il prezioso nettare al cuore delle campanule. Dall’altro l’ape priva dell’eleganza delle campanule e appostata quasi di soppiatto, la cui spazialità allude, per quanto appare dalla sua postura nascosta e in avvicinamento, all’intenzione di agguato e di assalto per appropriarsi del buono e del bello degli stupendi fiori. Si aggiunge un ulteriore messaggio molto rilevante: il reticolo costituito dagli steli dei fiori in cui le campanule sono per il possibile sostenute, le imprigiona nel contempo, come esse siano impotenti a sfuggire alla loro natura per quanto qualche cenno di innocui aculei sugli steli – a lontana somiglianza di viluppi spinati – stia a loro difesa. Un po’, secondo quanto comunica l’immagine sul piano della contrapposizione di maschile e femminile, come se il femminile, restando imprigionato nella sua natura, non potesse che soccombere al maggiore dinamismo del maschile, ossia come se la campanula-donna non potesse essere altro che vittima in primo luogo di se stessa, questo sempre in seno al complesso e articolato messaggio insito nell’opera.

Notevole questa schematizzazione di referenti significativi sul piano simbolico senza che con ciò venga abbandonato il piano di uno scorcio all’apparenza idilliaco di natura. Tutto ciò creato dalla mano sapiente di Carla Asquini nelle sue speciali Campanule che vanno a popolare il più estetico e simbolico giardino fiorito dell’Artista.”

Rita Mascialino

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A LUCIANO BIBAN (Venezia VE) è stato conferito in memoriam il

PRIMO ‘PREMIO FRANZ KAFKA ITALIA ®’ per il DISEGNO ARTISTICO XII Edizione 2021

Chine 50.

Tecnica: Esecuzione a inchiostri di china acquarellati in diverse sfumature

Dicembre 2021

Comitato del ‘Secondo Umanesimo Italiano ®’ | Udine UD

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rita Mascialino, (2021) Luciano Biban: “Chine 50”. Primo ‘Premio Franz Kafka Italia ®’ per il Disegno Artistico XII Edizione 2021 in memoriam. Tecnica: esecuzione a Inchiostri di China acquarellati in diverse tonalità: Recensione.

Chine 50 (Primo ‘Premio Franz Kafka Italia ®’ per il Disegno Artistico XII Edizione 2021 in memoriam) di Luciano Biban è un’opera composta in uno stile impressionistico in cui l’Artista si evidenzia come esperto conoscitore delle regole del disegno e delle diverse gradazioni tonali e cromatiche del colore – il numero si riferisce alla successione del disegno nell’elenco delle sue 65 Chine. L’ancoraggio al dato realistico riguarda la prima superficie dell’opera, che non si limita ad una rappresentazione puramente figurativa, bensì è provvista di un messaggio dalla complessa semantica sul piano iconico. Il soggetto è il caseggiato, un tema ricorrente nel mondo interiore dell’Artista. Nel disegno compaiono due caseggiati che si presentano quasi stessero in un’isoletta o costituissero essi stessi una metaforica isola, apparentemente separati dalla comunità degli umani e dotati di un loro doppio contraffatto nelle acque – o nell’immaginazione profonda di Luciano Biban. Non vi è un sole tramontante, né un sole nascente, né un sole che illumini lo scorcio di paesaggio, il cielo mostra poche lievi intonazioni cromatiche di un rosato appena percettibile e tendenti alla nuance del marrone chiarissimo, mentre la cromia dominante è un verdastro più acquatico che aereo, in ogni caso non cromia di un reale cielo – la luce che illumina le facciate in buona parte bianche sorge dalla visione interiore di Biban, luce bianca che viene perduta completamente nella zona più profonda. Le finestre, semi invisibili all’apparenza e quasi murate o chiuse, allontanano nel contesto la comunicazione con la realtà esterna. Rilevante al proposito è il contrasto tra le due facciate bianche e il loro riflesso nell’acqua, dove mutano i colori e dove esse sono rimpicciolite solo in parte dalle leggi della rifrazione nel passaggio dal mezzo aereo a quello acquatico, soprattutto sono trasformate dalla collocazione che trovano nell’interiorità dell’Artista, come dalla macchia rosso sangue scuro, metaforico luogo della creatività più dinamica e intensa, anche più segreta e più inquietante, più compenetrata con l’inconscio propria dell’Artista Luciano Biban. A conclusione: l’albero a sinistra nel disegno artistico Chine 50 di Luciano Biban, radicato necessariamente sulla terraferma al di qua delle acque e di colore bruno scuro, solitario, quasi escluso dalla più lieta serenità  e sicurezza, fa virilmente, e molto coerentemente con il significato dell’intero disegno, da guardia agli edifici che si stagliano bianchi come luogo degli affetti familiari che vi hanno vita e che lo fanno rilucere al riparo per il possibile dalla presenza  delle macchie scure degli inchiostri sparse, e non poco,  nell’insieme del disegno, sotterranea presenza rosso cupo compresa.”

Rita Mascialino

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A DANIELA CANTARUTTI (Udine UD) è stato conferito il

PRIMO ‘PREMIO FRANZ KAFKA ITALIA ®’ per il DISEGNO ARTISTICO XII Edizione 2021

Donna con copricapo

Tecnica: Esecuzione a matita carboncino nero con sfumatura blu, matita sanguigna, matita sepia acquarellate

Dicembre 2021

Comitato del ‘Secondo Umanesimo Italiano ®’ | Udine UD

 

 

 

 

 

Rita Mascialino, (2021) Daniela Cantarutti: “Donna con copricapo”. Tecnica: esecuzione a Matita Nera Carboncino, Matita Sanguigna e Matita Sepia acquarellate in diverse tonalità: Recensione.  

Donna con copricapo (Primo ‘Premio Franz Kafka Italia ®’ per il Disegno Artistico XII Edizione 2021), opera creata con tratto fine e leggero dall’Artista Daniela Cantarutti in stile surrealista, mostra legami con il celebre mito biblico del giardino dell’Eden: nella configurazione del volto della donna in profilo essa non partecipa lietamente del simbolo erotico che la connota almeno dall’epoca di Adamo ed Eva, ossia la mela rossa che fiorisce sull’albero della vita, come si evince da quelle che paiono molto visibilmente due parti dell’albero, una, a sinistra della composizione, con chioma rigogliosa, l’altra con chioma inaridente in parallela evidenza. La donna della Cantarutti, diversamente dalla dannunziana giovane e vitalissima nonché erotica Ermione che si fa verdeggiante fondendosi con l’albero in pieno rigoglio durante una pioggia nel pineto, risulta figura emblematica della triste condizione muliebre di tutti i tempi al di là di ogni apparenza. Costituisce metaforicamente rispetto all’albero la metà destra priva di frutti come evidenzia la cromia sepia scuro condivisa anche dalla metà disseccata delle radici che riguardano tale parte di albero. Il volto privo dei colori della vita è inclinato verso il basso in segno di stanchezza e malinconia, di rassegnato e sofferto ritiro. Una donna che, consapevole di non poter più fiorire come un tempo, per questo si vede messa in disparte nelle dinamiche esistenziali, fuori dai giochi della vita, come se la mela rossa non più appannaggio della propria identità fosse il suo unico valore, senza il quale essa si accorge o crede di non valere quasi più niente. Il disegno esprime sul piano simbolico una triste prospettiva sulla vicenda della donna che dalla forza della gioventù, dove essa si riconosceva facente parte della chioma arborea in piena bellezza e fruttificazione, si trova in solitario abbandono nella sua parabola discendente. Sola eccezione: il più estetico e quasi timidamente indossato elegante copricapo quale simbolo del valore della sua femminilità che tanto ha dato all’albero della vita in senso concreto e metaforico, femminilità interiormente conservata ed espressa nella sfumatura blu, opposta a quella più vitale dei frutti rossi, ma pieno, inviolato possesso estetico e orgogliosa memoria della Donna con copricapo raffigurata da Daniela Cantarutti.”

                                                                                                                                                     Rita Mascialino

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A MARIA D’ALBO (Reggio Emilia RE) è stato conferito il

PRIMO ‘PREMIO FRANZ KAFKA ITALIA ®’ per il DISEGNO ARTISTICO XII Edizione 2021

Trinità in fiore

Tecnica: Esecuzione a matita sanguigna e matita nera

Dicembre 2021

Comitato del ‘Secondo Umanesimo Italiano ®’ | Udine UD

 

 

 

 

 

 

 

 

Rita Mascialino, (2021) Maria D’Albo: “Trinità in fiore”. Primo ‘Premio Franz Kafka Italia ®’ per il Disegno Artistico XII Edizione 2021. Tecnica: esecuzione a Matita Sanguigna e Matita Nera: Recensione.

Trinità in fiore (Primo ‘Premio Franz Kafka Italia ®’ per il Disegno Artistico XII Edizione 2021) dell’Artista Maria D’Albo, al di là della prima impressione offerta da un realistico disegno riferito a tre graziosi fiori, porta un complesso messaggio profondamente religioso e ricco di allegorie e anche di simboli che riguardano la speciale interpretazione relativa, come dal titolo esplicito, al dogma cristiano della Trinità. Seguendo il soggetto metaforico, la scelta del colore sanguigno è collegabile sia al sacrificio di Cristo, sia alla motivazione del sacrificio, ossia all’amore di Cristo per l’umanità. Il numero dei petali di ciascun fiore, cinque, si riferisce secondo antiche numerologie e strutture geometriche al misterioso pentagramma quale unione del divino e dell’umano, dello spirito santo e dell’uomo perfetto e universale stilizzato come capo, arti superiori e arti inferiori, in analogia, ad esempio tra gli altri possibili, al celebre uomo vitruviano di Leonardo. In aggiunta, nel contesto della composizione, il numero cinque allude alla spazialità di un uomo a braccia aperte mentre accoglie in sé, nello speciale contesto, non solo il prossimo, anche e soprattutto lo spirito divino, lo spirito santo come secondo le figure trinitarie. Il fiore raffigurato, una stella di Natale, si associa, molto direttamente nella semantica del disegno, alla stella cometa e alla natività del Bambino ad essa collegata, quindi alla rinascita dell’uomo nello spirito di Dio. Veniamo qui ad un dettaglio particolare e molto rilevante: il messaggio intrinseco all’opera di Maria D’Albo mostra fiori separati uno dall’altro, senza alcun legame tra di essi, ossia non si innestano su uno stesso rametto, su uno stesso stelo o in una stessa pianta, così che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo si presentano come singole individualità, ossia tre fiori del medesimo tipo, ma, quello che più conta, individualità attive separatamente quali epifanie del più misterioso e unitario spirito divino celato nelle stesse. Una Trinità a portata umana come i tre delicatissimi fiori evidenziano, una Trinità paterna, filiale e spirituale, dove, secondo il pensiero cristiano, domina senz’altro in assoluto il genere maschile, tuttavia, nell’opera di Maria D’Albo, molto innovativamente visto il primo piano dato al fiore, si ha una Trinità in fiore presentata sotto una forma floreale femminile, la stella, il più bel fiore che fiorisca nel Natale – e metaforicamente nel mondo religioso dell’Artista –, una Trinità, questa di Maria D’Albo, meno dogmatica e soprattutto  non solo paterna, ma anche materna, più dolcemente e femminilmente vicina all’uomo, ai suoi stati psicologici diversi in una partecipazione femminile – e audace – alla Trinità come sua base costitutiva.”

                                                                                                       Rita Mascialino

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A MARIO MANFIO (Udine UD) è stato conferito il

PRIMO ‘PREMIO FRANZ KAFKA ITALIA ®’ per il DISEGNO ARTISTICO XII Edizione 2021

Autoritratto

Tecnica: Esecuzione a matita nera su carta ruvida

Dicembre 2021

Comitato del ‘Secondo Umanesimo Italiano ®’ | Udine UD

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rita Mascialino, (2021) Mario Manfio: “Autoritratto”. Primo ‘Premio Franz Kafka Italia ®’ per il Disegno Artistico XII Edizione 2021. Tecnica: esecuzione a Matita Nera su carta ruvida: Recensione.

Autoritratto (Primo ‘Premio Franz Kafka Italia ®’ per il Disegno Artistico XII Edizione 2021) dà un approfondimento importante della personalità dell’Artista Mario Manfio che ha saputo cogliere per così dire il proprio spirito soprattutto nel suo fulcro più significativo: lo sguardo. Emerge la grande differenza espressiva esistente tra i due occhi. Il sinistro, collegato al cervello destro istintuale intuitivo e creativo, manifesta, nel contesto espressivo del volto, l’alto livello di percezione dei dettagli spaziali nonché acuta penetrazione nella comprensione intuitiva del reale da parte di Mario Manfio. Nell’opposto parallelismo tra i due occhi, quello destro, collegato al cervello sinistro, per eccellenza linguistico, rivela calma e lungimiranza, capacità di controllo dell’accesa istintualità e intuitività, nonché comprensione razionale con il forte senso di equilibrio ad essa collegato, calma che tuttavia non poggia su una bonaccia intesa come carenza di dinamismo, ma sulla più estesa sintonia tra razionalità e inquietudine creativa. Un Autoritratto in cui Mario Manfio evidenzia non solo l’esperta mano dell’Artista, ma anche, grazie alla profonda conoscenza di sé che ne traspare, la sua capacità altrettanto profonda di conoscere l’umanità attraverso l’arte e di incontrare l’altro nel modo più positivo come anche il cenno di sorriso indica.”

                                                                                                                                                 Rita Mascialino

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A MARILENA MESAGLIO (Udine UD) è stato conferito il

PRIMO ‘PREMIO FRANZ KAFKA ITALIA ®’ per il DISEGNO ARTISTICO XII Edizione 2021

Immersa nell’effervescenza dell’animo

Tecnica: Esecuzione digitale con mouse

Dicembre 2021

Comitato del ‘Secondo Umanesimo Italiano ®’ | Udine UD

 

 

 

 

 

 

 

 

Rita Mascialino, (2021) Marilena Mesaglio: “Immersa nell’effervescenza dell’animo”. Primo ‘Premio Franz Kafka Italia ®’ per il Disegno Artistico XII Edizione 2021. Tecnica: esecuzione Digitale con Mouse: Recensione.

Immersa nell’effervescenza dell’animo (Primo Premio Franz Kafka Italia ® per il Disegno Artistico XII Edizione 2021) dell’Artista Marilena Mesaglio presenta un soggetto fatto a base di leggere sfere multicolori e trasparenti, immateriali, che si ammassano attorno alla donna mentre essa sta a suo completo agio appoggiata su un arco di circonferenza collocato, all’apparenza, nell’infinito – non sono visibili né inferibili indizi di stabili ancoraggi nella terraferma o in una struttura qualsiasi stabilmente fissata ad un suolo. Una donna come fosse al di sopra di ogni asperità dovuta a possibili linee angolate utili a realizzare solidi legami nella materia. Le sfere del tutto aeree coinvolgono lo stesso corpo della donna che assume la levità dei mondi dell’immaginazione artistica e di fatto nel disegno non è rappresentato il tangibile, bensì Marilena Mesaglio ha rappresentato il senso di armonia e di vitalità che, secondo la sua ottica, connota o può connotare il femminile, una dinamica della personalità che vuole corrispondere all’essere della donna oltre la sua superficie. Rilevante è il dato di fatto che, nel disegno, tale donna – o tale caratteristica della sua personalità – si esprima nella solitudine: spazia nei cieli da sola, distante da ogni possibile pesantezza connaturata alla materia. Concludendo: le estetiche cromie che compenetrano la figura della donna, danno un’interpretazione dell’arte come non avente radici nella materialità, bensì nell’immaterialità dei cieli infiniti, della cui gioiosa spiritualità e più fine bellezza si nutre la spirituale donna di Marilena Mesaglio Immersa nell’effervescenza dell’animo.”

                                                                                                                                             Rita Mascialino

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A NATALIA REPINA (San Pietroburgo RU) è stato conferito il

PRIMO ‘PREMIO FRANZ KAFKA ITALIA ®’ per il DISEGNO ARTISTICO XII Edizione 2021

Ritratto di ragazzo con occhi chiari

Tecnica: Esecuzione a carboncino nero su carta

Dicembre 2021

Comitato del ‘Secondo Umanesimo Italiano ®’ | Udine UD

 

 

 

 

 

 

 

 

Rita Mascialino, (2021) Natalia Repina: Ritratto di ragazzo con gli occhi chiari. Primo ‘Premio Franz Kafka Italia ®’ per il Disegno Artistico XII Edizione 2021. Tecnica: esecuzione a Carboncino Nero su carta: Recensione.  

Ritratto di ragazzo con gli occhi chiari (Primo ‘Premio Franz Kafka Italia ®’per il Disegno Artistico XII Edizione 2021) è un significativo ritratto dell’Artista Natalia Repina che in esso ha posto in evidenza attraverso l’aspetto fisico la personalità del giovane. La fonte di luce proveniente, guardando il disegno, da sinistra pone in ombra parte dell’emivolto destro nel profilo in diagonale, del collo e della spalla. A destra, la prospettiva in ombra relativa all’angolo laterale dell’occhio chiaro, occhio cui Natalia Repina ha riservato massima evidenza coerentemente con il titolo dell’opera, conferisce allo sguardo profondità in aggiunta accentuandone l’espressione sensuale e sognante. Altrettanto interessante è il labbro superiore che fa ombra a se stesso schermando i raggi diretti della luce e che si unisce alla parte di guancia pure parzialmente in ombra, come a creare una continuità tra le due zone d’ombra messe in rilievo dai chiaroscuri creati dal più sapiente carboncino nero. La parte d’ombra relativa al labbro superiore, che coinvolge in senso esteso il linguaggio, è particolarmente rilevante: è come se il ragazzo, sul piano simbolico riguardante l’immagine, desse per consuetudine o comunque in questo scorcio della sua identità più spazio al silenzio del sogno e al discorso profondo dello stesso, e meno alla potenzialità comunicativa delle parole che trattiene o nasconde dentro di sé. Un Ritratto di ragazzo con gli occhi chiari, ricco di interiorità e capace di fare trapelare la misteriosa personalità del giovane come è stata colta dal talento artistico di Natalia Repina.”

                                                                                                                                             Rita Mascialino

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Un ulteriore e augurale saluto a tutti in compagnia di FRANZ KAFKA!

Al proposito segue una nota sulle due metamorfosi di Kafka in scarafaggio e in cavallo nero (Mascialino 1996, 2011 e segg.) per le quali adopera due termini diversi.

Il termine metamorfosi in tedesco ha diversi corrispondenti semantici molto precisi essendo il tedesco una lingua distinguente, ossia che ovunque necessario non condensa più significati in un unico termine:

die Verwandlung, la metamorfosi in scarafaggio che tutto il mondo conosce essendo esplicita, si riferisce al verbo verwandeln, trasformare, quando la trasformazione avviene a opera non del soggetto o dell’oggetto così trasformato, ma ad opera di terzi, bacchetta magica compresa;

die Veränderung, la metamorfosi in cavallo nero che pochi conoscono in quanto scoperta ufficialmente nel 1996 (Mascialino 1996 e segg.), si riferisce al verbo verändern, trasformare, quando la trasformazione avviene sul soggetto o sull’oggetto a opera del soggetto o dell’oggetto così trasformato.

Da Die Verwandlung

64, 65 (1-1)

“Als Gregor Samsa eines Morgens aus unruhigen  Träumen erwachte, fand er sich in seinem Bett in einem ungeheueren Ungeziefer verwandelt (…)”

(R. Mascialino, Franz Kafka – Racconti Scelti. Pasian di Prato UD: Campanotto Editore: Traduzione e analisi di Rita Mascialino)

“Quando Gregor Samsa un mattino si destò da sogni inquieti, si trovò trasformato nel suo letto in un enorme parassita (…)” (R. Mascialino)

da Der plötzliche Spaziergang

60, 61 (13-18, 13-18)

“(…) wenn man mit größerer als der gewöhnlichen Bedeutung erkennt, dass man ja mehr Kraft al Bedürfnis hat, die schnellste Veränderung leicht zu bewirken und zu ertragen (…), dann ist man für diesen Abend gänzlich aus seiner Familie ausgetreten, die ins Wesenslose abschwenkt, während man selbst, ganz fest, schwarz vor Umrissenheit, hinten die Schenkel schlagend, sich zu seiner wahren Gestalt erhebt (…)”

(R. Mascialino, Il cavallo nero o l’altra metamorfosi di Franz Kafka (La passeggiata improvvisa). Padova PD: Cleup Editrice Università di Padova: Traduzione e analisi di Rita Mascialino)

“(…) se si dà maggiore significato di quello consueto al riconoscimento del fatto che si ha veramente più forza di quanta sia necessaria per effettuare e sopportare  con facilità la più veloce trasformazione  (…), allora per quella sera si è del tutto usciti fuori dalla propria famiglia che scompare via svoltando nell’inconsistente, mentre da sé, del tutto solidi, neri di contornità, le cosce dietro scalcianti, ci si erge verso la propria vera forma (…)” (R. Mascialino) 

Se il padre e i familiari hanno trasformato Gregor-Franz in uno scarafaggio parassita, Franz Kafka si trasforma egli stesso, uscendo fuori dalla propria famiglia, in un misterioso quanto inquietante e creativo cavallo nero nella notte nera, nero dei propri contorni e del contorno notturno in cui avviene la trasformazione o metamorfosi, in un capolavoro relativo alla creazione del sostantivo Umrissenheit, un neologismo ridato perfettamente con contornità, un termine mai prima e mai più utilizzato da nessuno nella lingua tedesca e neanche in quella italiana e solo esistente  in Kafka e nella traduzione ed esegesi dell’Autrice:  solo la mente di Kafka lo ha ideato per esprimere il più complesso concetto relativo alla propria creatività, conscia e soprattutto inconscia, oscura. Le cosce che scalciano dietro possono essere solo quelle di un quadrupede, nella fattispecie di un cavallo che si sta ergendo dal suolo concreto e metaforico, come secondo l’esegesi di Rita Mascialino. Per i dettagli si veda il saggio pubblicato nel 2011 con la Cleup (R. Mascialino.)

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Con questa magnifica immagine del più straordinario kafkiano cavallo nero la Presidente chiude l’incontro con Franz Kafka nella XII Ed. del ‘Premio Franz Kafka Italia ®’ !

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Termina così la XII Edizione 2021 del

‘PREMIO FRANZ KAFKA ITALIA ®’

per il DISEGNO ARTISTICO

Il sentito ringraziamento del Comitato del ‘Secondo Umanesimo Italiano ®’ a tutti i Partecipanti e ai Vincitori.

Il nostro caloroso saluto e arrivederci!

La Presidente Rita Mascialino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(Fotografia di Rita Mascialino scattata da Francesco Vannetti, ‘Studio Francesco Vannetti – Firenze, nell’estate del 2018 a Udine, Palazzo Kechler, Sala degli Specchi, in occasione di alcune Interviste ad Autori premiati al Premio Franz Kafka Italia VIII Edizione)

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